mer

28

set

2016

Solidarietà a Nicoletta Dosio. Resistente, Compagna e Amica.

Resistere è ciò che hanno fatto i nostri Partigiani, è ciò che ha fatto sì potesse nascere la nostra carta costituzionale, è ciò che ha fatto la differenza tra oppressi ed oppressori, dunque è un tema che ci interessa. Resistere è una pratica che cerchiamo di portare avanti quotidianamente proprio in rispetto di chi liberò il paese sett’anni fa e prima ancora in rispetto di noi stessi, della nostra vita, della nostra storia.

Per questo motivo siamo, ora più che mai, vicini, solidali e complici di Nicoletta Dosio, nostra compagna di sezione e di lotta, vittima della repressione della Procura di Torino, che dapprima la condanna all’obbligo di firma, poi all’obbligo di dimora ed ora agli arresti domiciliari, misure cautelari che Nicoletta disconosce e che rifiuta nella consapevolezza di essere dalla parte giusta. La parte di chi difende i diritti, l’ambiente e la giustizia sociale.

Scegliere non è mai facile, piccole o grandi che siano le nostre scelte costano sempre qualcosa a qualcuno, solitamente a chi le fa. Poi ci sono scelte imprescindibili, potenti che scatenano reazioni, emozioni, gioie o dolori. Queste sono più difficili, serve coraggio, determinazione, forza di volontà. Già, proprio come quella di Nicoletta, che sceglie paradossalmente la libertà e dunque, di fatto il carcere. Libertà e carcere dovrebbero essere agli antipodi, ma in Valle di Susa, nella Valle dei No Tav, questi due termini cambiano significato, stravolgono valori, stravolgono certezze e fanno paura. Tanta.

Nicoletta sceglie di non sottostare alle restrizioni per essere libera, per non dover abbassare la testa, perché nel giusto. Perché non sono le restrizioni, i domiciliari o una cella di una prigione a poter definire la libertà di una persona libera prima di tutto con sé stessa, di una persona che non ha paura delle proprie scelte e dei propri valori e che li mette in pratica ogni giorno. Ecco, Nicoletta ha questa capacità e dunque non potranno mai imprigionarla davvero.

Come potremo noi non affiancarla in questa sua scelta impegnativa ma serena? Nicoletta incarna con questa sua scelta, in modi e tempi differenti, il sacrificio che tanti prima di lei seppero fare proprio a difesa della liberta, riscattando la dignità e l’orgoglio degli italiani calpestato in quel caso dal nazifascismo.

Certo, ora è diverso l’avversario, ma è riconoscibilissimo lo stesso nelle lobby del tondino e del cemento delle grandi opere che Nicoletta da sempre combatte, nella repressione ostinata imposta da questa politica bieca e abietta che si abbatte nei suoi confronti e nei confronti di tanti e tante, nella globalizzazione imposta da questo modello di sviluppo ripugnante o nell’indifferenza di chi pensa ”non mi riguarda”.

A noi invece riguarda e interessa molto, per questo ci stringiamo in modo compatto a Nicoletta e a chi, come lei, subisce l’ingiustizia e il peso di questo sistema repressivo. Non ci dissociamo affatto dalle scelte che Nicoletta ha fatto, anzi le condividiamo e le supportiamo a pieno titolo poiché così ci hanno insegnato i Partigiani.

Nicoletta affronterà ciò che verrà con la serenità che appartiene solo a chi sa di essere nel giusto, di chi sa che giustizia non vuole dire necessariamente legalità, di chi sa di non essere mai solo.

Tutta la nostra sezione esprime la propria piena solidarietà e vicinanza stringendosi attorno a Nicoletta Dosio, Resistente, Compagna e Amica.

 

Sez. A.N.P.I. “G. Peirolo – F. Ferrario”

di Foresto – Bussoleno – Chianocco

 

"La resistenza, individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino."

Giuseppe Dossetti

Partigiano, Sacerdote, membro della Costituente

 

 

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti".

Antonio Gramsci

1 febbraio 1917